Le squadre maschili e femminili del Giappone sono avanzate alla Final e si sono scontrate con la Cina ai Mondiali di tennistavolo di Londra (Team Match).
Jun Mizutani ripercorre le sfide andate in scena nell’edizione del centenario.
«La più grande occasione per sconfiggere la Cina era proprio davanti a noi»
I punti di forza della presenza di «due assi» come Tomokazu Harimoto e Sora Matsushima, su cui il Giappone può preparare contromisure
Guardando dal vivo questi Mondiali di tennistavolo di Londra, ciò che ho sentito con forza fin dal primo scambio è la dura realtà che, da parte delle squadre straniere, la «strategia contro il Giappone maschile» è avanzata in modo considerevole. Già dal Group Stage, rivali come Germania, Chinese Taipei e Francia avevano studiato a fondo le tattiche del Giappone e gli stili di gioco dei singoli.
In particolare, il modo di giocare del tedesco Dang Qiu e dei fratelli Lebrun della Francia era estremamente abile, e non potevo fare a meno di percepire un forte senso di crisi: i migliori player del mondo erano arrivati con contromisure ben precise per mettere in difficoltà il Giappone.
Allo stesso tempo, ho avuto anche il timore che l’attuale squadra giapponese sia troppo prigioniera del numero chiamato «world ranking». La priorità assoluta dei migliori player giapponesi è diventata il world ranking.
Anche in questi Mondiali di tennistavolo, i punti guadagnati venivano distribuiti in base al numero di match disputati. Per questo, sembrava che, alla ricerca dei punti immediati, prendesse il sopravvento il sentimento dei player di voler «continuare a scendere in campo a ogni costo».
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