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Miwa Harimoto: «A Yokohama, il grande sostegno e gli applausi si sentivano chiaramente, e mi hanno dato una forza enorme»

Miwa Harimoto: «A Yokohama, il grande sostegno e gli applausi si sentivano chiaramente, e mi hanno dato una forza enorme»

Superando una dopo l’altra le difficoltà che si sono abbattute su di lei con un mentale straordinario e un alto livello tecnico, ha conquistato a Yokohama il titolo insieme al fratello Tomokazu. La giovane asso del Giappone, che domina il mondo a tutti gli effetti, racconta il dietro le quinte della battaglia di Yokohama e i suoi pensieri più profondi. <settembre 2026>

Harimoto Miwa

nata il 16 giugno 2008, originaria della prefettura di Miyagi. Spinta dall’influenza dei genitori, ex rappresentanti della Cina, impugna una racket a 2 anni. Alla sua prima partecipazione alle Olimpiadi di Parigi ha conquistato la medaglia d’argento nella gara a squadre femminile. Agli Assoluti giapponesi del 2026 ha ottenuto il suo primo titolo nel Singolare, completando anche il quadruplo successo con juniores, Doppio femminile e Mixed Doubles. Ad agosto ha vinto il Singolare al WTT Champions Yokohama. Numero 3 del ranking mondiale (al 7 settembre)

Guardando in trasferta le immagini live del sorteggio di Yokohama, «il mio stato d’animo felice è crollato di colpo»

 In netto contrasto con l’atteggiamento sicuro che mostra in campo, dentro di sé convivevano costantemente ansia e conflitto.

 Nonostante una serie di prove durissime — i derby, che non ama, e la pressione delle giocatrici cinesi — Miwa Harimoto ha continuato a inseguire la Ball fino all’ultimo, senza arrendersi. Nel pieno della battaglia, a sostenerla sono stati il caldo tifo che riecheggiava nel palazzetto e il pensiero dei genitori e del fratello.

 Harimoto, cresciuta non solo sul piano tecnico ma anche come persona, dà voce alle sue esitazioni nascoste dietro alla gioia, e alla sincera gratitudine verso i fan che l’hanno sostenuta.

●―Congratulazioni per la vittoria al WTT Champions Yokohama. È passato un po’ di tempo, ma che torneo è stato per te, Harimoto?

Miwa Harimoto (HM) Per prima cosa, sono stata davvero felice di aver vinto. Prima del torneo non pensavo affatto di poter vincere. In un torneo che si tiene in Giappone, sapevo che affrontare presto un’altra giocatrice giapponese mi avrebbe dato fastidio. In particolare, la giocatrice Hashimoto (Honoka / Denso) era un’avversaria di cui, dentro di me, non ero molto sicura, quindi da quando il sorteggio ha deciso che l’avrei incontrata al primo turno fino a quando sono arrivata alla sede di Yokohama, mi sentivo pesante nei movimenti.

●―Hai saputo il sorteggio mentre eri a Fukuoka per la T League, giusto?

HM Sì. Ero a Fukuoka per la T League, quindi non potevo andare sul posto (a Yokohama) e stavo guardando il sorteggio in diretta su YouTube quando hanno detto che la mia avversaria era la “numero 9”. Mi chiedevo chi fosse, poi è uscito il nome della signora Hashimoto e ho pensato: «Oh no…». E poi, quel giorno la mia squadra aveva vinto in T League, ero felicissima. Anch’io avevo vinto nel Victory Match dopo tanto tempo, ero super felice, ma di colpo tutto è crollato. Non riuscivo nemmeno a tornare a casa con quel buon umore, e ho passato il resto della giornata pensando: «E adesso cosa faccio?».

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