La «visione professionale» di Qiu Jianxin: perché le Player si raccolgono attorno a quest’uomo? Parte finale
Qiu Jianxin ha allenato medagliati olimpici come Jun Mizutani e Kasumi Ishikawa. Oggi, nel «QIU TAKKYU JYUKU» di Osaka, in Giappone, si ritrovano Player di vertice e giovani Player. Perché quest’uomo riesce ad attirare così tanti Player? E qual è la sua filosofia di allenamento?
Foto = Manabu Nakagawa Photographs by Manabu Nakagawa
Qiu Jianxin
Nato il 26 dicembre 1965, originario della provincia di Jiangsu, in Cina. Ex nazionale cinese. A 21 anni è diventato campione cinese; in seguito ha brillato nella Bundesliga tedesca e, come coach, ha cresciuto molti Player
Il numero di palline nei multiball, le tecniche che i Player fraintendono e la percentuale di punti: i coach devono mostrare ai Player i numeri
●ーQiu, oltre all’aspetto tattico, le capita di dire ai Player anche come colpire o come usare il corpo?
邱 Certo che sì. Per esempio, quando il topspin dell’Opponent è molto carico di Spin, è meglio colpire la Ball più sottile. Se la si prende troppo piena, si subisce lo Spin dell’Opponent e si finisce per fare un hit long. Quando l’Opponent tira una Ball molto forte, non basta la sola potenza per opporsi. Se sbaglio una volta o due, non dico nulla. Ma se lo stesso errore si ripete tre o quattro volte, allora intervengo. Però il consiglio dev’essere breve: in 30 o 40 secondi, concentrandomi sui punti chiave.
●ーCi sono caratteristiche tipiche dei Player giapponesi?
邱 Credo che i Player giapponesi abbiano fondamenta tecniche davvero solide. Se il Giappone arriva al Game decisivo sul 10-10 in un Match contro un altro Player straniero, le probabilità di vincere sono alte. Perché si allenano tantissimo. Anche contro la Cina, se il Match diventa equilibrato, non c’è poi tutta questa differenza. Kasumi Ishikawa, nei finali tirati e punto a punto, vinceva spesso perché aveva la fiducia di aver lavorato tanto in allenamento e anche perché aveva un livello di concentrazione molto alto.
Il difetto dei Player giapponesi è che sono troppo seri. La varietà è un po’ scarsa. Però essere seri non è una cosa negativa, quindi migliorano poco a poco. Tra loro ci sono anche Player di grande talento come Mima Ito e Hina Hayata.
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