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[Archivio] Guerra mondiale, il monologo del campione. Wang Liqin: «Non bisogna trasformare la fiducia in eccessiva sicurezza. Fiducia ed eccessiva sicurezza sono separate da un filo sottile»

[Archivio] Guerra mondiale, il monologo del campione. Wang Liqin: «Non bisogna trasformare la fiducia in eccessiva sicurezza. Fiducia ed eccessiva sicurezza sono separate da un filo sottile»

Campionati del mondo 2005, Shanghai.
La vittoria nella città in cui è nato e cresciuto. La conquista del titolo mentre lottava contro la pressione. Con il trionfo di Wang Liqin, la Cina ha raggiunto la sua 100ª medaglia d’oro nella storia dei Campionati del mondo.

Le orme gloriose, ininterrotte, del tennistavolo cinese. Sentendone il peso e facendo di quella tradizione luminosa il proprio orgoglio, Wang Liqin è tornato a stare in cima al mondo. Dopo aver debuttato sulla scena mondiale nel 1997,

dopo grandi veterani come Liu Guoliang e Kong Linghui, Wang Liqin si è affermato proprio come il numero uno della Cina, sollevando in alto la coppa del vincitore.
<2025年>

Wang Liqin●Wang Liqin  

Nato il 18 giugno 1978 a Shanghai, Cina. Vincitore dell’ITTF Pro Tour Grand Finals nel 1998, 2000 e 2004; oro nel Doppio maschile alle Olimpiadi di Sydney 2000; oro nel Singolare maschile ai Campionati del mondo 2001; oro nel Singolare maschile ai Giochi Asiatici 2002; oro nel Doppio maschile ai Campionati del mondo 2003; bronzo nel Singolare alle Olimpiadi di Atene 2004. Campione del Singolare maschile ai Campionati del mondo 2005. Numero 1 del ranking mondiale nel giugno 2005

«La forza trainante più grande è il Paese, gli allenatori, i compagni di squadra e i partner di allenamento che mi hanno fatto crescere fino a qui»

La finale del Singolare maschile è stata una battaglia furiosa di colpi tra Wang Liqin e Ma Lin. Anche se si trattava di una finale tra due giocatori cinesi, era naturale che il giocatore nato a Shanghai, Wang Liqin, ricevesse più tifo dal pubblico. Quando alla fine Wang Liqin ha chiuso il match e ha conquistato il titolo, ha alzato in alto la mano sinistra. Rispondendo ai tanti spettatori che gridavano «Wang Liqin!», mostrava un’espressione morbida, finalmente liberata dalla pressione.

Quella vittoria nel Singolare maschile fu per la squadra cinese la 100ª medaglia d’oro memorabile ai Campionati del mondo, dalla prima partecipazione nel 1953. Il sorriso di Wang Liqin forse esprimeva il sollievo di aver difeso fino in fondo la gloriosa tradizione dei suoi predecessori.

Nella conferenza stampa subito dopo il titolo, Wang Liqin ha detto per prima cosa: «Sono felice del risultato di questo match. Il mio prossimo obiettivo è partecipare alle Olimpiadi di Pechino 2008 e vincere una medaglia». Alla domanda «E se in finale fosse sceso in campo Maze?», Wang Liqin ha risposto: «Ha battuto due giocatori cinesi, ma io ero fiducioso. Se ci fossi andato io, avrei comunque vinto».

Riguardo alla finale, ha spiegato: «Io e Ma Lin siamo compagni di squadra e ci conosciamo bene. Nei consueti match di allenamento vinciamo e perdiamo a turno. Le rispettive tecniche e caratteristiche non sono un segreto. In altre parole, in finale vince chi porta avanti fino in fondo la propria strategia. Il quarto game è stato il punto decisivo. Se avessi perso quel game, sarebbe stato pericoloso. Il mio aspetto migliore in questa occasione è stato giocare con calma e conquistare questa finale in un colpo solo, lottando punto dopo punto. In passato avevo problemi sul piano mentale.

Negli ultimi due anni, grazie alle mie riflessioni e all’aiuto dell’allenatore, credo di essere cresciuto e di aver superato i miei punti deboli. Anche se dall’esterno arrivano varie valutazioni su di me, cerco di non preoccuparmene troppo. So bene quali sono i miei problemi», ha aggiunto.

Riguardo alla guida dalla panchina del responsabile della nazionale maschile, Liu Guoliang, Wang Liqin ha spiegato così: «Penso che il modo in cui Liu Guoliang gestisce gli allenamenti e l’organizzazione sia eccellente. Conosce molto bene l’aspetto mentale dei giocatori. Ogni giorno teneva riunioni e comunicava a fondo con i giocatori».

«Non bisogna preoccuparsi troppo del risultato e trascurare l’impegno; pensavo che dovevo fare tutto ciò che era nelle mie possibilità»

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