Un talento tecnico fuori dal comune, qualità da Player di Tennistavolo e un fisico capace di reggere il confronto con l’Europa e persino di superarla. Per oltre due anni ha continuato a difendere il primo posto del ranking mondiale. Eppure, a volte, schiacciato dalla pressione e tradito dalle aspettative di chi lo circondava, quell’uomo è stato definito un cuore di vetro.
Dopo aver trionfato a Osaka due anni prima, Wang Liqin si dirige verso Parigi indossando l’armatura solida della fiducia in sé stesso. Parigi diventerà per lui una terra promessa, come lo fu Osaka? <Intervista 2003>
Wang Liqin●Wang Liqin
Nato il 18 giugno 1978, originario di Shanghai, Cina. Vincitore del Grand Final dell’ITTF Pro Tour nel 1998 e nel 2000, oro nel Doppio maschile alle Olimpiadi di Sydney 2000, oro nel Singolare maschile ai Campionati del mondo 2001, oro nel Singolare maschile ai Giochi asiatici 2002. Numero 3 del ranking mondiale (all’epoca, 2003) e attuale presidente della Chinese Table Tennis Association
La distanza tra i Player di prima fascia e quelli di seconda fascia, tra i forti e i deboli, si sta riducendo
Il 27 marzo 2003, la squadra maschile sudò al mattino presso il National Team Training Center di Pechino. Quel pomeriggio, l’allenamento fu sospeso. In vista di un’intervista televisiva e poi di un appuntamento con la fidanzata, Wang Liqin si cambiò in abiti casual e comparve al ristorante accanto al dormitorio.
Sotto il cappotto di montone nero, portava una camicia color bordeaux: un abbigliamento informale.
Il 6 maggio di due anni prima, nell’ultimo giorno del torneo di Osaka, Wang Liqin aveva raggiunto la vetta del mondo a 22 anni. Non era però una cima scalata solo grazie all’inerzia, né un luogo raggiunto senza fatica soltanto per merito del suo talento straordinario. Pur avendo ricevuto il titolo di numero 1 del ranking mondiale grazie a una continuità e a una forza eccezionali nel Pro Tour, quel giovane di Shanghai, dal carattere fin troppo gentile, stava lottando.
Ai Campionati del mondo a squadre di Kuala Lumpur nel 2000, nonostante le grandi aspettative, fu escluso dal Team Match e guardò il Match dagli spalti; alle qualificazioni asiatiche pre-Olimpiadi, pur essendo numero 1 del mondo, venne eliminato in modo umiliante. Nella fase finale vinse l’oro nel Doppio e si rifece, ma ai Giochi di Osaka del 2001, ancora una volta numero 1 del mondo, perse contro Boll nei quarter-final del Team Match contro la Germania e fu escluso dall’ordine di gioco sia in semi-final che in Final. Inoltre, in Final non poté nemmeno sedersi in panchina e, nel momento in cui la squadra vinse il titolo, lui era sugli spalti.
Come per liberarsi di tutta quella frustrazione, Wang Liqin entrò nel Singolare e batté in successione Blaschzyk, Persson, Kim Taek-soo e Jiang Penglong; in Final, pur andando sotto 0-2 in Game contro il compagno Kong Linghui, riuscì a ribaltare la situazione con una vittoria straordinaria e conquistò il suo primo grande titolo.
Da allora sono passati in fretta due anni. Nell’ottobre 2002, ai Giochi asiatici, il grande appuntamento quadriennale definito anche “le Olimpiadi asiatiche”, dopo aver contribuito al successo nel Team Match, si impose anche nel Singolare, mostrando tutta la statura di un campione del mondo.
Arrivato ai 24 anni, età di piena maturità, si presenta a Parigi come autentico e formale uomo simbolo della squadra cinese. Wang Liqin ha parlato con calma del Mondiale 2003, ormai a un mese di distanza.
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●―Come vanno le cose ultimamente?
Wang Liqin La condizione è discreta. Dal punto di vista tecnico, mi sto regolando e aggiungendo cose nuove, perciò sto facendo un allenamento molto pieno e soddisfacente.
●―Guardando ai due anni trascorsi dopo essere diventato campione del mondo a Osaka nel 2001, che bilancio fa?
Wang Dopo aver vinto il Campionato del mondo, lo scorso anno sono riuscito a vincere anche i Giochi asiatici. Credo di essere stabile anche dal punto di vista tecnico. Tuttavia, con il passaggio al sistema a 11 punti e l’introduzione della nuova regola sul Service, ci sono anche aspetti di instabilità e, trattandosi di un Game con una componente di casualità, finché non ci si abitua bisogna lavorare su nuove tecniche e imparare molte cose. Adesso siamo nella fase di preparazione in vista del Mondiale, e per me è il momento di affinare il mio modo di giocare.
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