Sono passati 36 anni da quando il Tennistavolo è diventato disciplina olimpica nel 1988. Le Olimpiadi, che si tengono ogni quattro anni, spesso rappresentano una grande svolta nella storia del Tennistavolo mondiale.
A volte, in occasione delle Olimpiadi, cambiano le regole o l’attrezzatura; altre volte, i migliori atleti lasciano la scena. Anche osservando il Tennistavolo giapponese, le Olimpiadi hanno rappresentato un punto di svolta nel percorso che, dopo un periodo di stagnazione, ha portato il Giappone a diventare una potenza del Tennistavolo dopo la Cina. Attraverso la storia olimpica, cerchiamo di percepire il flusso del Tennistavolo mondiale.
*La foto mostra Liu Nankui, che vinse la medaglia d’oro nel Singolare in casa, in Corea del Sud
Mi sorprese che la Cina escludesse un campione del mondo in carica dalla squadra olimpica
Le Olimpiadi si dividono in estive e invernali, ma per lungo tempo sono state considerate la massima competizione per gli amatori; il Tennistavolo, che in Europa aveva molti atleti professionisti, ottenne nel 1981 l’ammissione alle Olimpiadi, e i Giochi di Seoul 1988 divennero la prima Olimpiade memorabile. Questo può essere visto come il risultato dell’allora presidente del CIO (Comitato Olimpico Internazionale), Samaranch, che nel 1980 aveva assunto l’incarico, aveva aperto maggiormente le porte ai professionisti, sperava di organizzare di fatto il torneo più prestigioso del mondo e promuoveva la commercializzazione. In quel periodo, i migliori atleti dei paesi socialisti erano definiti “statoamatori”, e in pratica erano atleti professionisti sostenuti dallo Stato, con la competizione come loro mestiere.
Inoltre, per diventare disciplina olimpica era importante anche essere diffusi in tutti i continenti, e il Tennistavolo soddisfaceva perfettamente questa condizione.
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