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Hina Hayata: «Adesso nella mia testa è come quando ero alle superiori, e il tennistavolo mi diverte a non finire» (prima parte)

Hina Hayata: «Adesso nella mia testa è come quando ero alle superiori, e il tennistavolo mi diverte a non finire» (prima parte)

Hina Hayata 

La gloria conquistata alle Olimpiadi di Parigi e il dolore al braccio sinistro rimasto come prezzo da pagare. Sul baratro della disperazione, Hina Hayata ha scelto di rinunciare a inseguire l’ideale di un tempo. Non verso un ritorno, ma verso una rinascita. Ci avviciniamo al vero significato del secondo capitolo iniziato da Hayata. <Marzo 2026>

◆ Hayata Hina
Nata il 7 luglio 2000, originaria della prefettura di Fukuoka. Ha iniziato a praticare tennis da tavolo all’età di 4 anni presso l’Ishida Table Tennis Club, arrivando seconda nel 2012 ai campionati nazionali All Japan nella categoria Hopes. Ha vinto i Campionati Nazionali Juniores nel 2013 e 2014. Ha vinto l’Interhigh nel 2016. Ha conquistato tre titoli consecutivi nel Singolare ai Campionati Nazionali All Japan nel 2023, 2024 e 2025, e cinque titoli consecutivi nel Doppio femminile ai Campionati Nazionali All Japan nel 2018, 2019, 2020, 2022 e 2023. Terza nel Singolare ai Campionati del Mondo 2023. Medaglia di bronzo nel Singolare e medaglia d’argento a squadre alle Olimpiadi di Parigi 2024. Ranking mondiale n. 9 (al 30 marzo). Appartiene a Nippon Life

Da sempre tormentata dal divario tra ideale e realtà

 Hina Hayata ha vissuto un anno in cui si è dibattuta tra luce e oscurità. Il problema al polso sinistro si è protratto, e mentre soffriva per la distanza tra ideale e realtà, ha continuato comunque ad andare avanti. Anche quando otteneva una Victory, restavano un senso di disagio impossibile da cancellare e la sensazione di essere trascinata indietro verso il suo io passato.

 Per spezzare questa stagnazione, cosa ha lasciato andare e cosa ha scelto? Nel mezzo dei dubbi, la luce che Hayata ha intravisto non era un ritorno al passato, ma la determinazione a fare un passo verso una nuova sé stessa.

◇◇

●─Guardando indietro a quest’anno, che tipo di anno è stato?

Hina Hayata (di seguito, Hayata) Mi sono sentita come se stessi camminando sempre nel buio. Pensavo di aver visto una luce, e poi spariva di nuovo. Anche quando cercavo di afferrarla, era ancora lontana, oppure la vedevo per un attimo e poi scompariva. In sostanza, è stato un periodo in cui ho lottato a lungo dentro una situazione davvero difficile.

●─Quella luce e quell’oscurità si riferiscono alle vittorie e alle sconfitte nei Match?

Hayata No, direi che riguardava più ciò che stava al di fuori di quello. Ovviamente c’era anche la condizione del braccio sinistro, e spesso c’erano cose che semplicemente non potevo controllare. Alla fine, anche questo finiva per influire sull’esito dei Match. Il periodo in cui pensavo “vorrei farlo, ma non posso” o “adesso devo solo sopportare” è stato molto più lungo.

 È come se il mio senso delle cose non tornasse, come se fossi in un altro mondo. Anche provando a recuperarlo, non ci riuscivo; e con i limiti dovuti al taping, anche cercando di creare qualcosa di diverso, mi rimaneva sempre in testa quella buona sensazione di prima di farmi male al braccio a Parigi. Per questo, ho sofferto a lungo per il divario tra ideale e realtà.

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