Ai Giochi Asiatici del 2002, il “mito dell’imbattibilità” di Wang Nan andò in frantumi. Per Wang Nan, “era necessario perdere”.
La sconfitta aveva acceso il suo istinto combattivo. Wang Nan, che ha già inciso il suo nome nella storia del tennistavolo mondiale con un’aura di gloria.
La super star che ha ottenuto ricchezza e fama non fa altro che detestare la sconfitta e desiderare solo di conquistare quella sensazione di pienezza che è la vittoria. La straordinaria tuttofare Wang Nan: quale fiore sboccerà a Parigi? <Intervista 2003>
王楠●Wang Nan
Nata il 23 ottobre 1978, originaria della provincia di Liaoning, Cina. Vincitrice dell’ITTF Pro Tour Grand Final nel 1998, campionessa del singolare femminile ai Mondiali del 1999 e del 2001, vincitrice del singolare e del doppio alle Olimpiadi di Sydney 2000. Numero 2 del ranking mondiale (all’epoca, nel 2003)
●Il peluche preferito che porta sempre con sé in trasferta e in ritiro
Ripenso alla sconfitta in questi Giochi Asiatici, la riconosco ancora una volta, supero la parte debole del mio cuore e mi sprono con il desiderio di mettermi di nuovo alla prova
Fu proprio allora che crollò il “mito dell’imbattibilità” della regina Wang Nan.
Ai Giochi Asiatici dell’ottobre 2002, nella finale a squadre contro la Corea del Nord (Repubblica Popolare Democratica di Corea), Wang Nan perse addirittura due punti. E nel singolare, pur essendo una sfida tra compagne di squadra, venne sconfitta in finale da Zhang Yining. Il rammarico e l’umiliazione di Wang Nan, una giocatrice che nei grandi appuntamenti non avrebbe dovuto perdere.
La partita contro Li Jiawei alle Olimpiadi di Sydney 2000. La straordinaria tenacia di Wang Nan nelle situazioni decisive, simbolizzata dalla rimonta incredibile dopo essere stata sotto 16-20 e aver subito il match point. Quel potere quasi magico era svanito?
Il 27 marzo 2003, giorno dell’intervista. Il National Training Center di Pechino è una base di allenamento chiamata la “tana della tigre” del tennistavolo cinese, sempre chiusa alla stampa. Per mantenere al massimo la concentrazione delle atlete, vi è un controllo rigidissimo. Pur sentendomi dire che “era la prima volta che i media stranieri entravano durante un allenamento normale”, misi piede nella palestra femminile al terzo piano. La squadra femminile stava disputando una lega sin dal mattino. Si diceva che i risultati di questa lega avrebbero deciso l’iscrizione finale ai Campionati del mondo. Partecipavano anche Wang Nan e Zhang Yining. Nessuna eccezione era ammessa. Era la lega interna più dura del mondo. La lega proseguì fino al tardo pomeriggio e l’intervista si svolse con il permesso del supervisore generale Cai Zhenhua e dell’allenatrice della squadra femminile Li Xiaodong. Il luogo scelto fu il dormitorio in cui vivono tutti gli atleti della nazionale cinese e, inoltre, la stanza di Wang Nan. Naturalmente, di norma questo dormitorio è un luogo vietato agli estranei, compresa la stampa.
Salendo in ascensore al sesto piano, in fondo al corridoio c’è la sua stanza. Un ambiente semplice, grande più o meno come quattro tatami e mezzo, con solo un letto, una scrivania e un armadio. Quando si allena a Pechino, questa stanza diventa la sua casa.
Un’intervista dopo una lega tesissima. Ero anch’io teso, ma Wang Nan ci accolse con il suo solito sorriso caloroso.
◇
●—Come va in questo periodo?
王楠 Non ho partecipato ai Campionati asiatici del febbraio 2003, ma dopo essere tornata dai Giochi Asiatici del 2002 ci sono stati vari impegni ed eventi, quindi solo di recente mi sento finalmente più tranquilla.
●—Quello che ha sorpreso a quei Giochi Asiatici è stato che, in un torneo così importante anche per la Cina, hai perso due punti contro la Corea del Nord. E poi, nel singolare, hai perso in finale contro Zhang Yining. Fino a quel momento avevi costruito un mito dell’imbattibilità, il fatto che “Wang Nan non perde” anche nelle partite più difficili. Per questo ha sorpreso vederti sconfitta.
王楠 La sconfitta ai Giochi Asiatici non me la sarei mai immaginata nemmeno io. Ho attraversato un periodo di calo e di difficoltà, ma ultimamente sia mentalmente sia fisicamente sono tornata a stare molto meglio.
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