BOOK
Dal libro di Jun Mizutani, medaglia d’oro olimpica, “Chi perde fa allenamenti inutili”
Un player vuole che gli si dia una spinta. Torna in panchina sperando che gli si dia la spinta per superare i propri dubbi, ma cosa dovrebbe fare se anche il coach, proprio lì, è indeciso?
Capitolo 4 Cosa si chiede al coach per vincere
Le differenze tra i coach giapponesi e quelli cinesi. Se il livello dei coach giapponesi diventasse da standard mondiale, i player giapponesi diventerebbero ancora più forti
I coach giapponesi con me tendono a mantenere le distanze. Si percepisce che pensano che io sia capace di cavarmela da solo senza che mi dicano nulla. In realtà, però, vorrei che mi dicessero molte più cose.
Se quello che mi viene detto è sbagliato, o diverso dal mio modo di pensare, dico la mia. Il confronto tra player e coach in quel momento è necessario, e non penso che litigare sia una cosa negativa, ma i coach giapponesi finiscono per tirarsi indietro.
Con l’attuale coach, Qiu Jianxin, capita spesso di discutere di molte cose. Inoltre, quando incontro grandi veterani del tennistavolo, campioni di varie epoche, ricevo spesso molti consigli.
Anche se ascoltassi tutto uno per uno, non potrei mettere in pratica ogni cosa. Però, tra tanti consigli e tante parole, ce ne sono alcune che mi fanno pensare: “Ha senso”. Non è che, solo perché sono un campione, rifiuti tutto; a volte, in quelle parole, c’è un suggerimento prezioso. Non solo per il tennistavolo, ma anche come persona, ci sono parole da cui trarre spunto.
Guardando alla Cina, campioni del mondo e medaglie d’oro olimpiche chiedono consigli al coach Liu Guoliang. Stanno in piedi sull’attenti, proprio come studenti delle medie, mentre ascoltano. Penso che sia una cosa positiva e, allo stesso tempo, a volte provo perfino un po’ d’invidia. Probabilmente perché il coach Liu Guoliang conosce a fondo il tennistavolo, comprende i player di vertice e i consigli che dà hanno grande autorevolezza. Non credo sia solo una questione del sistema di Stato, ma anche del rispetto che si nutre per il coach.
Penso che anche in Giappone, se giocatori di livello mondiale diventassero coach e iniziassero a dare consigli ai player, il livello più alto crescerebbe ancora di più. In Giappone non mancano bambini promettenti. Se il livello dei coach migliorasse ancora, potrebbero competere anche con la Cina.
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